museums and migration

Experiences, ideas and practices regarding migration and the refugee crisis

Il museo è di tutti/The museum is everyone’s

Museoditutti_orizzontale_-02_Garap[ENG below]

Il museo è di tutti

Anna Chiara Cimoli e Francesco Mannino

Durate la campagna elettorale, abbiamo visto diversi musei italiani diventare oggetto di attacchi razzisti e xenofobi. Ci siamo interrogati. Che cosa fare? Qual è lo spazio della reazione, della risposta concreta, del contrasto a certe posture che vediamo irrigidirsi intorno a noi cui non possiamo, non vogliamo rassegnarci?

I musei sono nodi di una rete complessa. Sono soggetti e oggetti. Non possono essere neutrali, perché nessun discorso lo è mai. Possono però educare, far riflettere, intraprendere azioni, incidere sul territorio, lavorare con le persone giovani e quelle anziane. Possono inventare, proporre e poi ascoltare, in una spirale che difende dal pensiero facile, dall’automatismo del giudizio affrettato, dal pregiudizio.

Ecco, dunque, la nostra proposta. Ogni museo che ha la possibilità di farlo progetti e realizzi un’azione volta a promuovere la diversità culturale e a ribadire che il museo, come ha detto Christian Greco, “è di tutti”.

Le azioni potranno essere di qualunque tipo, piccole o grandi. Le mapperemo tutte e le raccoglieremo sul blog Museums and Migration, che già da tempo raccoglie le pratiche museali dedicate alla riflessione sulle migrazioni, e più i generale sull’”altro”.

Di quali azioni si potrà trattare? Per esempio di workshop di lingua italiana al museo, visite con il direttore/la direttrice dedicate ai migranti, riflessioni curatoriali su oggetti delle collezioni, progetti di alternanza scuola-lavoro finalizzati alla mediazione per pubblici diversi, revisioni dei testi di sala e delle didascalie in ottica inclusiva, riletture degli allestimenti che mettano in risalto gli “oggetti migranti”, azioni di conoscenza del territorio da parte del museo (nelle scuole, negozi, centri culturali, spazi pubblici, parchi, carceri…), percorsi di visita che diano voce a persone che nel museo di solito non prendono la parola, e più in generale del lavoro editoriale e scientifico tutto.

È una chiamata all’azione che vuole contribuire a tessere un tessuto capillare, solido, che non ceda al primo strappo, che faccia da argine contro il razzismo e il pregiudizio, che ribadisca che i musei sono di tutti i cittadini e che vogliono parlare a tutti, senza differenze. C’è una cultura da costruire, e il momento è adesso.

Chiediamo ai musei che aderiranno di scriverci, raccontandoci la loro iniziativa.

Noi vi manderemo il logo della campagna e vi chiederemo di segnalare la vostra adesione in ogni comunicazione.

Costruiremo una mappa dinamica dei progetti, li osserveremo, li racconteremo dalle pagine del blog. Ogni contributo (articoli, riflessioni, bibliografia, attività redazionale, etc) sarà benvenuto.

[Ringraziamo per l’immagine grafica Garap, Michele Galluzzo e Claudia Polizzi].

 

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The museum is everyone’s

Anna Chiara Cimoli and Francesco Mannino

During the election campaign of 2018, we have seen several Italian museums become the subject of racist and xenophobic attacks. We questioned ourselves. What to do? What is the space of the reaction, of the concrete response, of the contrast in regard to certain postures that we see stiffen around us, which we can’t, don’t want to resign ourselves to?

Museums are knots of a complex network. They are subjects and objects. They cannot be neutral, because no speech is ever. But they can educate, make people reflect, take action, affect the territory, work with young and older people. They can invent, propose and then listen, in a spiral that defends from easy thinking, from the automatism of hasty judgment, from prejudice.

Here, then, is our proposal. Every museum that has the opportunity to do projects and take action to promote cultural diversity and to reiterate that the museum, as Christian Greco, director of Museo Egizio said, “belongs to everyone”.

The actions can be of any kind, small or large. We will map all of them and collect them on the blog Museums and Migration, which has been gathering museum practices dedicated to reflection on migrations for some time, and about the “other” in general.

What actions can be taken? For example, an Italian language workshop at the museum, visits led by the  director dedicated to migrants, curatorial reflections on collections objects, projects aimed at mediation for different audiences, revisions of the texts and labels through the lens of inclusion, new layouts highlighting the “migrant objects”, actions led by the museum in its community (in schools, shops, cultural centers, public spaces, parks, prisons …), guided tours that give voice to people in the museum usually do not take the floor, and more generally the whole editorial and scientific work.

It is a call to action that wants to contribute to weave a capillary, solid fabric that does not yield to the first tear, which acts as a barrier against racism and prejudice, which repeats again and again that museums are for all citizens and want to talk to everybody, without differences. There is a culture to build, and the moment is now.

We ask the participating museums to write to us, telling us about their initiative.

We will send you the campaign logo and we will ask you to report your membership in every communication.

We will build a dynamic map of the projects, we will observe them, we will narrate them from the blog. Every contribution (articles, reflections, bibliography, editorial activity, etc) will be welcome.

[Thanks for the graphic design to Garap, Michele Galluzzo and Claudia Polizzi].

 

 

 

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