Francesco Giusti, “Lost and Found”

Spazio Aperto San Fedele, Milan

29 September – 29 October 2016

 

A photo exhibition at the Centro San Fedele, in Milan, focusses of individual migrants through their personal objects, beyond the rethorics of mass arrivals to Europe. Through reportages in Libya (In Case of Loss) and Lesvos (The Rescue),  Giusti documents the traces left behind, the waste, the multiple losses caused by forced migration. A new, temporary taxonomy emerges, and is captured by the camera before it disappears.

The exhibition is curated by Gigliola Foschi.

 

Come raccontare il dramma contemporaneo dell’esodo di migliaia e migliaia di migranti?
Spesso i media ci inondano di immagini più o meno   toccanti o cariche di pathos, dove si vedono sbarchi notturni sulle coste di Lampedusa o dell’isola greca di Lesbo, barconi stracarichi di persone e bambini disperati, colonne e colonne  di gente in marcia.

Si tratta certo di fotografie che documentano eventi tragicamente reali, ma che rischiano spesso di trasformare tali migranti in folle anonime e senza volto. Immagini che, proprio per questo, a volte vengono usate da una destra populista e senza scrupoli per fomentare la paura di una supposta invasione dell’Europa da parte di “milioni” di migranti. Anche senza prendere in considerazione l’utilizzazione impropria di tali fotografie (alcune addirittura manipolate per moltiplicare ad hoc il numero degli “invasori”) rimane il fatto che, nella maggior parte dei casi, esse non ci inducono a identificarci con tali persone perché ce le mostrano come una massa di disperati che arrivano e continuano ad arrivare senza sosta.

Alla fine, sommersi da simili immagini ripetitive, rischiamo di non chiederci più chi sono queste persone in fuga, da quali situazioni politiche e sociali spaventose stanno scappando, quali viaggi terrificanti hanno dovuto intraprendere, come possiamo aiutarli a non abbandonare le loro case e l’affetto dei loro cari. Finiamo solo per domandarci quanti migranti stanno arrivando “da Noi”.

Per sfuggire a questa dinamica perversa  Francesco Giusti ha invece consapevolmente scelto altre vie per raccontare tali esodi.

La mostra di Francesco Giusti è realizzata in collaborazione con il Festival della Fotografia Etica di Lodi e con l’agenzia fotografica Prospekt di Milano.

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